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Il treno delle anime fragili: Poesie degli anni Duemila (Apr. 2022)

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A nni fa un anziano poeta, mio amico e vincitore di diversi premi letterari, mi disse pressappoco questo: “Vedi, ci sono due tipi di poesie: quelle ‘del cuore’ e quelle ‘da concorso’. Le prime sono quelle spontanee, che parlano di te; le seconde, invece, per vincere devono avere caratteristiche particolari: essere lunghe, complesse nella tecnica poetica e non necessariamente emozionanti. Si possono cioè scrivere a tavolino, con un po’ di esperienza”. Queste parole mi sono rimaste sempre impresse e, nel momento in cui anch’io ho iniziato a vincere o a piazzarmi nei concorsi di poesia, ascoltando le poesie vincitrici ho immediatamente notato che aveva ragione: mai al primo posto c’era una poesia breve, trasudante emozione; semmai testi complessi, che spesse volte neanche arrivavano al cuore né comprendevo. C’era una sorta di gioco verbale, tra metafore ardite e accostamenti lessicali davvero inconsueti. Niente metrica tradizionale (verso libero) ma comunque costruzioni di frasi quantomen...