La locanda delle maschere nude - Racconto (Set. 2024)
M i hanno sempre affascinato i treni, e nel periodo dell’università ne ho presi diversi. Soprattutto mi ha sempre stuzzicato l’immaginazione il fatto che ogni giorno trasportino non persone, ma storie diverse, ed ognuna rivolta verso una meta che può essere “banale” (il luogo di lavoro o di studio) ma anche “speciale”: la casa dell’amata, il luogo di ritrovo di un gruppo che vuole cambiare il mondo, oppure anche l’aeroporto per un allontanamento definitivo dal proprio paese. E sui treni ho sempre notato quasi l’imbarazzo che si prova a dover stare a contatto con degli estranei, un po’ come nello stretto di un ascensore. Allora ognuno cura il suo spazio, evita di osservare in modo insistente gli altri, e se è costretto ad un fugace contatto fisico (ad esempio nella calca di un vagone pieno) cerca di farsi il più piccolo possibile ma soprattutto priva il suo corpo di ogni deriva sensibile, proprio perché diventi un pezzo di carne anonimo da far svicolare dalla mischia il prima possibile....