La locanda delle maschere nude - Racconto (Set. 2024)

Mi hanno sempre affascinato i treni, e nel periodo dell’università ne ho presi diversi. Soprattutto mi ha sempre stuzzicato l’immaginazione il fatto che ogni giorno trasportino non persone, ma storie diverse, ed ognuna rivolta verso una meta che può essere “banale” (il luogo di lavoro o di studio) ma anche “speciale”: la casa dell’amata, il luogo di ritrovo di un gruppo che vuole cambiare il mondo, oppure anche l’aeroporto per un allontanamento definitivo dal proprio paese. E sui treni ho sempre notato quasi l’imbarazzo che si prova a dover stare a contatto con degli estranei, un po’ come nello stretto di un ascensore. Allora ognuno cura il suo spazio, evita di osservare in modo insistente gli altri, e se è costretto ad un fugace contatto fisico (ad esempio nella calca di un vagone pieno) cerca di farsi il più piccolo possibile ma soprattutto priva il suo corpo di ogni deriva sensibile, proprio perché diventi un pezzo di carne anonimo da far svicolare dalla mischia il prima possibile.

Proprio pensando a questo nell’aprile del 1987, quasi quarant’anni fa, scrissi la poesia che potete leggere a pagina 7 e che fa da leitmotiv di questo racconto. Ho immaginato un guasto improvviso ma tale da bloccare per qualche tempo il normale fluire della vita, con le sue regole non scritte, col suo pudore, e con la sua a volte sciocca formalità

In un nuovo e inaspettato non-spazio, non-tempo, i passeggeri di quel treno della poesia ritrovano la parte più intima e vera di loro stessi. Gettano dunque le maschere e si riscoprono giovani con la voglia di ridere e giocare a pallone. Ma questa “ansa quieta del tempo”, priva di formalismi e preconcetti, non può durare a lungo. La realtà reclama le sue regole societarie. Ed ecco allora che all’arrivo della carrozza di soccorso – ovvero al rientro in una condizione di normalità – le stesse persone simbolicamente riprendono a darsi del “lei”. Segno che hanno ripreso ad indossare quella maschera che hanno adottato nella vita quotidiana.


Come ho detto questa poesia fa da leitmotiv, da elemento ispiratore di questo racconto. Anche qui un impedimento inaspettato offre la possibilità ad alcune persone di liberarsi dai propri schemi mentali e iniziare a pensare e sognare in modo diverso. Semplicemente attraverso l’interazione col gruppo, lo stare insieme in un contesto assolutamente fuori dal mondo. Ci riusciranno? Oppure, come nella poesia, dopo una prima “fiammata di vita” prevarranno i consueti schemi mentali e sociali a cui soggiacere?

Non resta che scoprirlo. 


Data pubblicazione: Settembre 2024
pp: 111
Euro: 12,90
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