Moriremo con il mare negli occhi - Racconto (Lug. 2026)
Questo
libro nasce in modo del tutto particolare e tocca un tema delicato, che io non
ho mai affrontato prima. A inizio luglio 2026 ho scritto e pubblicato diversi
racconti brevi (cfr. La bottega dei sogni
perduti) tra cui uno dal titolo L’ultimo
treno. L’idea di questo racconto, cristallizzata e quasi compressa nella
brevità scelta appositamente per il concept
di quel volume, mi piacque a tal punto che subito decisi che meritava uno
sviluppo maggiore. Non solo. Se nella Bottega
dei sogni perduti le vicende
arrivano solo fino ad un certo punto, lasciando immaginare il seguito, il
racconto che avete in mano di fatto parte da quel punto e va oltre, creando una
storia struggente e con un finale a dir poco misterioso e simbolico.
Il tema trattato è invece quello dell’eutanasia, intesa come libertà di scegliere di morire in maniera più dignitosa rispetto all’essere consumati inesorabilmente dalla patologia.
L’idea del libro parte da una semplice constatazione: oggi come oggi non esistono più le colonie marine estive che fino agli anni ’70 del secolo scorso accoglievano migliaia di bambini ed erano di gran moda. Ecco allora da qui l’idea. E se una casa di cura per degenti a lungo termine, cioè una clinica che ospita malati terminali senza speranza di guarigione, offrisse a qualcuno di loro la possibilità di trascorrere qualche giorno in una di queste colonie, rimesse in funzione e riadattate per l’occasione, e dopo un periodo vissuto a stretto contatto con la natura e godendo della dignità che spetta a qualsiasi uomo, intervenisse una dolce morte per porre fine alle loro sofferenze, quali sarebbero le reazioni psicologiche? Come verrebbe vissuta questa opportunità?
Me lo sono chiesto in queste pagine, dando delle risposte a mio parere plausibili.
Lungi dal voler essere un trattato sul tema dell’eutanasia (cosa che non solo non mi compete ma neanche avevo intenzione di fare), questo che avete in mano dunque è e resta un racconto di fantasia, che tuttavia vuole indagare in maniera empatica e profonda su temi delicati come la morte, la dignità della vita, l’amore e l’amicizia.
Il tema trattato è invece quello dell’eutanasia, intesa come libertà di scegliere di morire in maniera più dignitosa rispetto all’essere consumati inesorabilmente dalla patologia.
L’idea del libro parte da una semplice constatazione: oggi come oggi non esistono più le colonie marine estive che fino agli anni ’70 del secolo scorso accoglievano migliaia di bambini ed erano di gran moda. Ecco allora da qui l’idea. E se una casa di cura per degenti a lungo termine, cioè una clinica che ospita malati terminali senza speranza di guarigione, offrisse a qualcuno di loro la possibilità di trascorrere qualche giorno in una di queste colonie, rimesse in funzione e riadattate per l’occasione, e dopo un periodo vissuto a stretto contatto con la natura e godendo della dignità che spetta a qualsiasi uomo, intervenisse una dolce morte per porre fine alle loro sofferenze, quali sarebbero le reazioni psicologiche? Come verrebbe vissuta questa opportunità?
Me lo sono chiesto in queste pagine, dando delle risposte a mio parere plausibili.
Lungi dal voler essere un trattato sul tema dell’eutanasia (cosa che non solo non mi compete ma neanche avevo intenzione di fare), questo che avete in mano dunque è e resta un racconto di fantasia, che tuttavia vuole indagare in maniera empatica e profonda su temi delicati come la morte, la dignità della vita, l’amore e l’amicizia.
Data pubblicazione: Luglio 2026
pp: 120
Euro: 12,50
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