La bottega dei sogni perduti - Racconti (Lug. 2026)

 

Se non si fosse rivelato assolutamente disastroso a livello di marketing, avrei intitolato questa raccolta La ballata dei perdenti. Ma è facile capire come un titolo del genere non sia il massimo dell’ottimismo e come corresse il rischio di essere ben poco attrattivo per il lettore. Ma questo libro difatti lo è. Con un paragone azzardato, lo potrei paragonare ad una sorta di Antolologia di Spoon River , dove i vari personaggi raccontano un episodio della loro vita che ne ha segnato il destino.

Ma occorre intendersi sulla parola perdente. Non intendo il “fallito”, e meno che mai lo “sfigato” che non ha combinato nulla di buono nella vita. Piuttosto colui che ha perso qualcosa; il termine perdente allora non è più un aggettivo ma diventa un verbo, cioè “io sto perdendo”. Che cosa? Un sogno, sostanzialmente. Non per nulla all’inizio di questo libro ho riportato una mia poesia del 1984. Ero a Torino dove frequentavo il primo anno d’università. Mi ero alzato dal letto ed ero molto triste perché appunto era sfumato un sogno che avevo coltivato fino alla sera prima. È morto/ stamattina/ un sogno/ accanto alla mia colazione.

Uniti da questo filo logico dell’aver visto sfumare un sogno, i protagonisti di questi 18 racconti - a mezzo tra il cinico, il grottesco ed il surreale - si ritrovano  allora in una sorta di ballata nostalgica, atta a leccarsi le ferite derivanti dall’ennesimo scontro con la realtà, nella quale comunque bene o male devono tornare (ma il tram passa tra poco/ ed io devo andare).

Il libro è costituto, come dicevo, da 18 racconti. I primi 16 sono mini-racconti scritti con una straordinaria foga creativa praticamente in meno di una settimana. Sono tutti risalenti al luglio 2026


Gli ultimi due sono invece racconti più lunghi scritti rispettivamente nel 2003 (La tana del lupo) e nella seconda metà degli anni ’90 (non ricordo bene l’anno; credo nel 1996): La bottega del poeta.

Con i mini-racconti ho voluto sperimentare un genere per me nuovo. Condensare la trama in un massimo di due pagine dattiloscritte, facendo una “compressione” di emozioni, idee, fragilità… tutto.  E devo dire che la cosa mi ha esaltato. Come al solito ho avuto l’impressione netta che a scrivere non fossi io, ma che io abbia rappresentato solo un tramite, un medium di un flusso di parole già scritte e che arrivavano da chissà dove. Diversamente non saprei spiegare come in un solo giorno sia riuscito  scriverne fino a quattro di seguito uno dietro l’altro, senza prima aver nemmeno ragionato sul tema del racconto! Questo mi balzava già chiaro in mente e… via a scrivere come un forsennato all’alba, la sera, di pomeriggio, insomma non appena potevo farlo.



Data pubblicazione: Luglio 2026
pp: 162
Euro: 14,00
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