Otto minuti - Racconti (Ott. 2018)
La scienza ci suggerisce che se anche se il sole esplodesse all’istante per qualche strano motivo, per otto minuti noi non ci accorgeremmo pressoché di nulla. Cioè non vedremmo (a occhio nudo) l’esplosione, né subiremmo alcun danno per 480 lunghissimi – o cortissimi, fate voi – secondi. Semplicemente perché nulla in natura può andare più veloce della luce e dunque di fatto noi ora vediamo il sole com’era otto minuti fa, ovvero il tempo medio che impiega la luce per percorrere i circa 150 milioni di chilometri che ci separano dalla nostra stella.
Questo non-tempo, questo buco temporale in cui tutto sembra scorrere come prima ma in realtà cela uno scarto improvviso della nostra vita, mi ha sempre affascinato. Se ci pensate otto minuti possono davvero essere pochissimi (ad esempio nel caso in cui stiate vivendo un intenso momento di gioia) oppure lunghissimi (per contro se state ad esempio subendo un intenso dolore fisico) ma restano sempre 480 secondi. Né più né meno.
Da qui nasce l’idea di questi racconti. Otto – neanche a dirlo – dove in qualche modo la vicenda dei protagonisti è legata a questo scorrere del tempo: otto minuti che talvolta potrebbero fare la differenza, altre volte rappresentano invece quel limite temporale che rappresenta il non-ritorno.
Gli istituti scientifici, quelli penitenziari e le città citate esistono davvero. I nomi, come anche le vicende, sono invece perlopiù frutto di fantasia.
Data pubblicazione: Ottobre 2018
pp: 114
Euro: 10,90
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