Fame d'aria - Racconto (Mar. 2021)

Ho sempre pensato che gli aeromodelli radiocomandati avessero un’anima. Fin dal 2013, quando iniziai a pilotarli nel campo volo di Ceriano Laghetto (MB) che frequento tutt’ora. Un po’ perché è nella mia natura dare vita propria a molti “oggetti” del mio quotidiano; un po’, perché con i miei modelli ho sempre creato un rapporto di affetto e fiducia tale da non poterli considerare semplicemente un assieme di struttura portante e tecnologia. Piuttosto delle “bestiole volanti” (come spesso le definisco) da conoscere, domare, rispettare e amare per quel mix di emozioni (gioie e paure) che ti regalano quando si librano maestose in volo.

La frequentazione di quel vero e proprio microcosmo rappresentato dalla vita al campo volo (un luogo fisico perlopiù essenziale nelle dotazioni ma ricchissimo di spunti di tipo sociale e altri specificatamente aeromodellistici) mi ha spinto nel 2018 a pubblicare sulla piattaforma Amazon la prima edizione di Voglia di volo, una sorta di diario - cronachistico ed emotivo - dei miei primi sei anni di attività. A questa prima edizione ne seguirono altre due aggiornate, oltre ad una versione tradotta in lingua inglese dal titolo Let me fly.

Questo Fame d’aria. Storia di un aeromodello che osò volare rappresenta idealmente un prosieguo del primo libro, portando all’estremo il concetto-guida che i modelli abbiano un’anima. Protagonista è infatti un aereo acrobatico che si rende conto di vivere una vita angusta nel suo volare “tranquillamente” al campo, e decide così di compiere un gesto tanto estremo nelle sue conseguenze, quanto anarchico nel significato.

L’idea è nata soprattutto da alcuni episodi realmente accaduti, in cui i nostri modelli per qualche momento (in alcuni casi terribilmente lungo) sono di fatto sfuggiti al controllo delle nostre radio, sorvolando diversi metri di pista in assoluta e pericolosa autonomia. In molti casi noi piloti abbiamo dato la colpa ad interferenze radio provenienti dall’esterno. In altri a problemi relativi ai nostri apparati di trasmissione. Nessuno però ha mai pensato che la ragione potesse essere un’altra...


Fame d’aria
(che solo sulla carta può rimandare a best seller come Il gabbiano Jonathan Livingston a cui tuttavia non ho mai pensato né prima né durante il corso di tutta la sua stesura, salvo riportarne una citazione che faceva il caso mio) rappresenta dunque un omaggio di vero e proprio amore ai modelli che ancora oggi mi accompagnano e che mi hanno fatto appassionare a questo sport. Da una parte lo considero il “pezzo mancante” che, insieme a Voglia di volo, completa la mia narrativa sull’aeromodellismo. Dall’altra è una storia tenera, dolce, malinconica e per certi versi tragica che probabilmente incarna nel modello protagonista un’eco dei miei desideri più intimi e per certi versi temuti.


Data pubblicazione: Marzo 2021
pp: 101

Commenti

Post popolari in questo blog

La bottega dei sogni perduti - Racconti (Lug. 2026)

Il treno delle anime fragili: Poesie degli anni Duemila (Apr. 2022)

Moriremo con il mare negli occhi - Racconto (Lug. 2026)