Il fuggiasco - Racconto (Gen. 2026)

Anche questo racconto, come il precedente La Cosa prende  spunto da un omonimo racconto di poche pagine scritto intorno alla metà degli anni ’80. E anche in questo caso ho ripreso solo l’idea di fondo, modificandone completamente la struttura.

Ho voluto ambientarlo in una piccola località degli Stati Uniti, uscendo così da una lunga tradizione di miei libri ambientati invece in Italia. Questo non tanto per dargli un tocco diciamo più “suggestivo” (in fondo sappiamo bene che la stessa cosa avvenuta ad esempio a New York invece che a Milano, assume un tono decisamente diverso). Piuttosto perché lo stile di vita statunitense, e soprattutto quelle tipiche caffetterie che mille volte abbiamo visto in film e telefilm (quelle dove puoi anche mangiare, con i divanetti posti uno di fronte all’altro, con enormi brocche di caffè, i dolcetti, e le cameriere col fiocco in testa ed il grembiule; quei luoghi dove passi magari mezza giornata senza che nessuno ti dica nulla), si prestava perfettamente allo sviluppo narrativo che avevo in testa. O almeno a quello che inizialmente avevo in testa. Perché come scrivo nelle mie note finali io sono partito da un’idea e l’ho sviluppata, cambiata, arricchita e stravolta spesso nell’istante stesso in cui la buttavo tra i pixel dello schermo del computer, trovando delle soluzioni narrative che – lo giuro – hanno sorpreso pure me perché non ci avevo affatto pensato.


Cos’è allora Il fuggiasco. È sostanzialmente una storia d’amore con un finale assolutamente inatteso e imprevedibile, che sono certo sorprenderà il lettore. A meno che – ma vi prego sinceramente di non farlo – non decida in maniera subdola e autodistruttiva di sbirciare immediatamente l’ultima pagina per scoprire di che cosa si tratta. Sì, perché come ogni giallo per definizione (anche se questo non è un giallo), “l’assassino lo si scopre nell’ultima pagina”. Nel mio caso addirittura nelle ultime righe.

Questa è una storia d’amore che mentre la scrivevo mi ha rapito talmente tanto che confesso di essermi letteralmente innamorato della protagonista. Ma adoro tutti i personaggi che ho dipinto con le parole. Mentre scrivevo li vedevo come se fossi all’interno della scena. Li potevo toccare. Sentivo il loro odore. Di qualcuno vorrei con tutto il cuore essere amico. Insomma, li ho sentiti miei come non mai.

Per concludere dirò una cosa che forse potrà apparire finanche presuntuosa. Però credo di poter dire che questo sia se non il più bello, almeno tra i più bei testi che abbia mai scritto. E il fatto di riconoscermi in esso al cento per cento, mi rende decisamente orgoglioso e felice.


Data pubblicazione: Gennaio 2026
pp: 146
Euro: 13,00
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