La sberla - Autobiografico (Giu. 2024)

Il 26 maggio 2024, probabilmente tra le 15,00 e le 15,30, nei pressi di Ceriano Laghetto (MB) sono morto. E, guarda caso, l’ho fatto nel campo di aeromodelli di cui sono presidente nonché appassionato pilota. A quel momento infatti faccio risalire un terribile dolore alla bocca dello stomaco che – come spiego in questo libro – per una serie di combinazioni quasi diaboliche ho attribuito a tutt’altro rispetto a ciò che poi risultò essere: un infarto miocardico acuto. In buona sostanza avevo un’aorta chiusa.
Avendolo scambiato per ciò che non era, per circa 36 ore, cioè fino alle 9,30 di martedì 28 maggio quando ho fatto un elettrocardiogramma e mi hanno operato d’urgenza, io ho di fatto vissuto “da morto”. Ho mangiato, portato a spasso il cane, lavorato, guidato l’auto. Tutto ovviamente con ‘sta spada conficcata a livello del plesso solare e una stanchezza crescente. Probabilmente anche con una pressione arteriosa ai minimi termini.

Ecco, questo libro è il racconto fedelissimo dei giorni che precedono e seguono la mia “morte”. La definisco così perché i medici a chiare lettere mi hanno detto che sono un “miracolato” e il fatto che possa raccontarlo non è questione né di fortuna né di costituzione. Semplicemente quella “non era la mia ora”.   

Al di là della vicenda umana che, ovviamente interessa quasi unicamente me e le persone a me care, quello che ritengo possa essere universale (ed è il motivo per cui ho scritto questa testimonianza) è l’esperienza della degenza in ospedale. Un luogo di non-tempo, non-spazio con regole, tempi, azioni e reazioni del tutto diverse dal mondo reale. 

So perfettamente che la mia esperienza è stata di gran lunga inferiore rispetto a quella magari vissuta non per settimane, ma per mesi da altri pazienti. Ma questa non è un gara a chi sta più dentro in nosocomio. Io sono giornalista e come tale, nonché per mia indole personale, soprattutto in presenza di situazioni nuove o che mi stimolano, estendo le mie “antenne della sensibilità” come fa un satellite nello spazio per raccogliere l’energia solare. E raccolgo parole, sfumature, sguardi, dati, immagini, sensazioni. Se poi tutto questo genera in me il desiderio di tradurlo in un libro, lo faccio. Senza pensare alla sua eventuale attrattiva a livello di marketing. Ovvero: non mi interessa se non vende; io dovevo scriverlo e basta.


In questo caso per giorni ho raccolto emozioni e fin da subito mi sono detto: “No, devo scriverlo”. E così ho fatto.

Tutto il libro è stato scritto in ospedale, tra Desio e Seregno, col mio PC portatile, seduto a bordo letto o sul tavolino della camera, in orari spesso assurdi (tipo 4 del mattino, poiché non riuscivo a dormire) o comunque nelle pause tra il lavoro da remoto che ho continuato a svolgere, le sedute di ginnastica, i prelievi ecc..

In conclusione voglio solo precisare che: 1) Tutto ciò che è scritto è vero. Niente è stato inventato o romanzato. 2) Per ragioni di privacy non ho messo alcun nome e, là dove possibile, ho taciuto elementi che in qualche modo potessero essere facilmente identificativi. 3) Tutte le persone citate sono assolutamente vere.



Data pubblicazione: Giugno 2024
pp: 92
Euro: 10,40
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