L'alba delle parole perdute - Racconto (Apr. 2025)

Come nasce un racconto? In base ad una ispirazione, è la risposta più ovvia. In questo caso la mia “ispirazione” è decisamente molteplice: è infatti rappresentata da tre mie poesie scritte in anni diversi e quindi “in tempi non sospetti” (le trovate a pagina 7, 8 e nell’ultimo capitolo a pagina 121), ma anche dal ricordo vivo ed affettuoso del Gruppo Poetico “Coscienza dell’Albatros”, il gruppo che fondai a Ivrea (TO) quando avevo 21 anni e che è durato per 15 anni fino al 1999.

Le due prime poesie hanno dato il là all’idea di questo racconto: l’immagine di un poeta inviso alla società, “pericoloso” nella prima e addirittura messo in gabbia nella seconda. Tutto questo per significare metaforicamente il ruolo che spesso ha la poesia: bistrattata e tante volte giudicata in modo negativo. Sì perché - diciamoci la verità - per molti il poeta è ancora quella persona sensibile, fragile, finanche un po’ sfigata che consola le sue miserie nello scrivere versi. Da lì a immaginare un futuro dispotico in cui la poesia è addirittura vista come pericolosa in quanto espressione della parte più debole invece che più forte dell’uomo, è stato un attimo. Ovviamente il capolavoro di Bradbury (Fahrenheit 451) ha giocato un ruolo importante come seme della mia ispirazione, ma la vera svolta nel mio decidere di scrivere questo racconto è stata proprio l’ultima poesia che chiude questo libro. L’immagine di quel treno era la giusta conclusione dell’idea. E, nel scrivere questo racconto, è un po’ come se spiegassi gli antefatti della poesia stessa. Insomma, è tutto collegato: poesie e racconti e viceversa.

Gli stessi miei racconti sono poi collegati, dal momento che ritroviamo il personaggio (mio alter-ego) che da 22 anni mi segue (Francesco Lucari) – eh sì… non ce la faccio proprio a lasciarlo tranquillo – ma si riallacciano anche le storie di Ettore e Monica, i protagonisti dei miei ultimi due libri. Dunque anche qui c’è una sorta di fil rouge che collega tutto.

C’è tuttavia una novità in questo racconto che avete in mano. Per la prima volta la storia non gira attorno Francesco, ma lui diventa solo uno dei personaggi. Ruota piuttosto attorno a quel gruppo di amici e poeti (ispirati dal “mio” caro, vecchio gruppo) che si trova a resistere contro un potere occulto, di matrice neonazista, che lentamente ma inesorabilmente prende il potere e rivoluziona in modo subdolo la vita dei cittadini. La fantapolitica si colora allora di tinte surreali, in una narrazione che nel mio intento vuole essere un omaggio alla parte più fragile – e dunque grandiosa – del nostro essere umani.



Data pubblicazione: Aprile 2025
pp: 126
Euro: 12,00
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